I Componenti della Commissione Tenuta Albo 2017-2020

Consiglieri Delegati: Ferranti Primo, Diotallevi Francesco

Coordinatori: Natalia Abbate, Andrea Proietti
Massimo Fioretti
Giulio Centanni
Renata Felli
Massimo Del Giudice
Andreina Caldara
Pietro Brugnoli
Massimo Pacella
Catia Mastrantoni

Il Benvenuto ai Nuovi Iscritti

Il Consiglio dell’Ordine di Tivoli, a nome proprio e di tutti gli iscritti, accoglie e dà il benvenuto ai nuovi Colleghi Iscritti!

Un sentito caro augurio di buon lavoro!

  • Dott.ssa Federica Cannella – iscritta al n. AA0551con delibera del 04/04/2018

  • Dott. Amedeo Nardi – iscritto al n. AA0550 con delibera del 04/04/2018

  • Dott. Matteo Colafigli – iscritto al n. AA0549 con delibera del 04/04/2018

  • Dott.ssa Simona Ferretti – iscritta al n. AA0548 con delibera del 05/03/2018

  • Dott.ssa Martina Manetta – iscritta al n. AA0547 con delibera del 05/03/2018

  • Dott.ssa Ilaria Maria Morese – iscritta al n. AB0005 con delibera del 05/02/2018

In Evidenza

L’Art. 4 del D.Lgs. 28 giugno 2005 n. 139 reca disposizioni in tema di incompatibilità per l’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Cantabile. L’art. 12, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 139/2005 prevede, tra le attribuzioni del Consiglio dell’Ordine territoriale, l’aggiornamento e la verifica periodica, almeno una volta ogni anno, della sussistenza dei requisiti di legge in capo agli iscritti, tra i quali rientra anche l’assenza di cause di incompatibilità.

Se la sussistenza di situazioni di incompatibilità in capo all’iscritto e accertata dal Consiglio dell’Ordine, configurando una violazione di legge , impone l’apertura del procedimento disciplinare, oltre alle non trascurabili conseguenze in materia di disconoscimento di intere annualità contributive valide ai fini del riconoscimento dell’anzianità previdenziale.

Si invitano i Colleghi a dare attenta lettura alle Note Interpretative approvate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili relative a “La disciplina delle incompatibilità di cui all’art. 4 del D.Lgs. 28/06/2005, n. 139 che trattano delle principali casistiche che possono comportare situazioni di incompatibilità con l’esercizio della nostra professione.

La Commissione Albo ed Elenco Speciale, nell’ambito delle sue competenze istituzionali, intende fornire a tutti i Colleghi un servizio di assistenza in merito a potenziali situazioni di incompatibilità. I Colleghi interessati, dovranno far pervenire alla Segreteria dell’Ordine, esclusivamente via e-mail, una dettagliata richiesta scritta da sottoporre alla Commissione.

Sono situazioni di incompatibilità solo quelle che ledono di fatto o potenzialmente l’indipendenza, l’onorabilità, l’imparzialità del dottore commercialista e dell’esperto contabile.

Elementi soggettivi ed oggettivi attinenti l’incompatibilità devono essere valutati nell’ambito della specifica fattispecie, in relazione ai concreti effetti che ne derivano con riferimento all’Ordinamento Professionale ed alle norme vigenti.

L’art. 4 del D.Lgs. 28 giugno 2005 n. 139 , sancisce l’ incompatibilità della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile con l’esercizio di talune professioni nonché, con l’esercizio di attività di impresa.

AMBITO SOGGETTIVO

Sono incompatibili le seguenti professioni:

  1. Notaio;
  2. Giornalista professionista;
  3. Ogni tipologia di mediatore;
  4. Appaltatore di servizio pubblico, concessionario della riscossione di tributi;
  5. Promotore finanziario.

L’assunzione della qualità soggettiva consegue l’incompatibilità stessa, senza necessità di ulteriore accertamento.

AMBITO OGGETTIVO

Sono incompatibili le seguenti attività:

attività d’impresa, in nome proprio o altrui e, per proprio conto , di produzione di beni o servizi, intermediaria nella circolazione di beni o servizi, di trasporto o spedizione, bancaria, assicurativa o agricola, ovvero ausiliaria delle precedenti.

Le incompatibilità sussistono anche in presenza di un esercizio non prevalente, né abituale, delle professioni e delle attività richiamate.

Va sottolineato, che devono ritenersi incompatibili anche i cosiddetti atti isolati di commercio, i quali, diversamente, non darebbero luogo alla qualifica di imprenditore per mancanza del requisito della abitualità.

L’attività di impresa si riferisce ad un “concreto esercizio di fatto.“

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con il Pronto Ordine n. 187/2011, a seguito di una richiesta di parere sulla compatibilità con l’esercizio della professione e, l’assunzione della qualità di socio di una società in nome collettivo il cui oggetto sociale sia la gestione patrimoniale , precisa che per esercizio dell’attività di impresa deve intendersi il concreto svolgimento dell’attività di impresa. Laddove questa sia svolta in forma societaria, l’incompatibilità ricorrerà con riferimento ai soggetti che in concreto amministrano la società non rilevando la semplice posizione di socio, qualora questa non implichi anche un coinvolgimento dello stesso nell’amministrazione. Nel caso di società in nome collettivo, ciascun socio concorre alla direzione dell’impresa sociale in quanto il potere di amministrazione è insito nella qualità di socio, ed inoltre, in caso di fallimento delle società personali, il fallimento si estende ai soci illimitatamente responsabili, in quanto singolarmente imprenditori coinvolti nella gestione dell’impresa. Il secondo comma dell’art. 4 dispone, tuttavia, che l’incompatibilità è esclusa se tale attività è diretta alla gestione patrimoniale, od attività di mero godimento o conservative, nonché in presenza di società di servizi strumentali o ausiliari all’esercizio della professione, ovvero, qualora il professionista rivesta la carica di amministratore sulla base di un specifico incarico professionale e per il perseguimento dell’interesse di colui che conferisce l’incarico.

Affinché l’attività d’impresa risulti incompatibile con l’esercizio della professione, deve ricorrere sia l’esercizio in nome proprio o altrui, sia la condizione di esercizio per proprio conto. Con il parere espresso con il Pronto Ordine n. 135/2011, il Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili precisa che l’incompatibilità deve ritenersi esclusa laddove l’iscritto, pur assumendo una qualifica imprenditoriale, di fatto non esercita la connessa attività. Dovranno essere valutati eventuali documenti probatori, tesi a dimostrare sostanzialmente ed incontrovertibilmente che non vi sia stato esercizio, quali a titolo esplicativo ma non esaustivo:

  • Posizione CCIAA inattiva (connessa ad assenza di costi e ricavi );
  • Posizione IVA inattiva;
  • Posizione CCIAA ed IVA attiva ma assenza di costi e ricavi ed investimenti indispensabili;
  • Assenza di luogo di svolgimento dell’attività;
  • Dichiarazioni scritte (autocertificazioni, dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà, rilasciati da terzi a titolo di prova).

I suddetti elementi, pur non dovendo ricorrere congiuntamente, devono essere valutati comunque nel loro insieme.

Commissione Albo ed Elenco Speciale

L’attività di Amministratore Unico di S.r.l. da parte di un iscritto che non sia anche socio di tale società, conseguente all’attribuzione di uno specifico incarico professionale e per il perseguimento dell’ interesse di colui che conferisce l’incarico, alla luce di quanto indicato dal comma 2 dell’art.4 D.Lgs.139/2005 deve ritenersi compatibile con l’esercizio della professione.

L’art. 4, comma 1 stabilisce una specifica ipotesi di incompatibilità tra l’esercizio della professione e l’esercizio dell’attività di impresa qualora questa sia esercitata per conto proprio, in nome proprio o altrui .

Per ” esercizio di attività di impresa “deve intendersi il concreto svolgimento dell’attività di impresa e laddove sia svolta in forma societaria, considerato che per gestione di impresa deve intendersi la sua amministrazione, l’incompatibilità ricorrerà con riferimenti ai soggetti che in concreto amministrano la società non rilevando, in tal senso, la semplice posizione di socio, qualora questa non implichi anche un coinvolgimento dello stesso nell’amministrazione.

Pertanto deve ritenersi compatibile l’assunzione dell’incarico di amministratore unico o con deleghe o quella di Presidente del Consiglio di Amministrazione laddove non avendosi partecipazione al capitale , l’attività di amministrazione , conseguente l’attribuzione di uno specifico incarico professionale, escluda che questa sia effettuata per soddisfare un interesse commerciale proprio.

Sarà necessario accertare l’effettiva assenza , in capo all’iscritto, di un interesse economico prevalente ovvero di una posizione (tramite intestazione delle quote sociali a prestanomi, società fiduciarie, al coniuge non legalmente separato, a conviventi risultanti nello stato di famiglia, a parenti entro il 4° grado ovvero a società nazionali o estere riferibili all’iscritto ) di socio influente ovvero di socio occulto della società in cui questi svolge l’incarico di amministratore. (PO 160/2011 C.N.D.C.E.C.)

Commissione Albo ed Elenco Speciale

La sospensione irrogata dal Consiglio di Disciplina produce i suoi effetti:

per i procedimenti disciplinari aperti prima del 1° giugno 2015: dalla data di notifica della relativa delibera all’iscritto;

per i procedimenti disciplinari aperti dal 1° giugno 2015: dalla scadenza del termine di impugnabilità della delibera dinnanzi al Consiglio di Disciplina Nazionale.

Il provvedimento disciplinare a carico dell’iscritto viene comunicato a tutti gli Ordini d’Italia e notificato a: Pubblico Ministero presso il Tribunale, Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello, Ministero della Giustizia, Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Dottori Commercialisti, Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Ragionieri Commercialisti, Registro dei Revisori Legali, Camera di Commercio, Presidente del Tribunale, Commissione Tributaria Provinciale, Commissione Tributaria Regionale, Direzione Regionale delle Entrate, Inps, Inail, Ufficio del Lavoro, Comando Regionale della Guardia di Finanza e Direttore della Banca d’Italia, nonché ad altri Ordini professionali ai quali sia iscritto il soggetto sanzionato.

In merito agli incarichi giudiziari ricoperti dal professionista sospeso, quali, a titolo di esempio, quello di Consulente Tecnico del Giudice, Amministratore Giudiziario, Curatore Fallimentare, Commissario Giudiziale, ecc…, sarà onere dell’iscritto, in ossequio agli obblighi e doveri prescritti nel codice deontologico e nelle norme dell’ordinamento professionale, informare il Tribunale dell’irrogazione della sanzione da parte del Consiglio di Disciplina.
In merito all’assistenza tecnica presso le Commissioni Tributarie, l’iscritto sospeso non potrà rappresentare il proprio cliente per il periodo durante il quale sarà vigente la sospensione dall’esercizio della professione e non potrà trasmettere telematicamente le dichiarazioni fiscali dei propri clienti.

Il professionista iscritto nel registro dei mediatori civili, istituito presso il Ministero della Giustizia, perde i requisiti per il mantenimento dell’iscrizione nel registro stesso, ex art. 4 DM 180/2010.
Il professionista sanzionato potrà chiedere al Consiglio di Disciplina territoriale la dichiarazione di cessazione degli effetti delle sanzioni disciplinari, diverse dalla radiazione, decorsi due anni, nel caso di censura, e tre anni in caso di sospensione, alla duplice condizione che non sia incorso in altro illecito disciplinare e, abbia tenuto una condotta irreprensibile.

L’iscritto al quale sia stata irrogata la sanzione della sospensione non potrà pertanto svolgere alcuna attività professionale nel periodo di sospensione.

Qualora l’iscritto, nonostante la sospensione irrogata, continui a svolgere l’attività professionale, correrà il rischio della imputazione penale di esercizio abusivo della professione ex art. 348 C.P., oltre ad un ulteriore ed autonomo procedimento disciplinare