Il Consiglio Nazionale e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato un nuovo documento di studio dedicato al concordato minore, uno degli strumenti di regolazione della crisi previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in materia di sovraindebitamento.
Il lavoro, intitolato “Il concordato minore nel codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”, è stato elaborato dalla Commissione di studio “Sovraindebitamento e procedure minori” e si propone come supporto operativo per i professionisti chiamati ad assistere debitori e creditori nelle procedure minori.
L’elaborato offre un approfondimento sistematico della procedura di concordato minore, introdotta dal d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, analizzandone presupposti soggettivi e oggettivi, ambito di applicazione e finalità. Particolare attenzione è dedicata all’esame delle disposizioni contenute negli articoli 74–83 del Codice della crisi, con una ricostruzione puntuale delle diverse fasi del procedimento.
Il documento analizza il ruolo dei principali soggetti coinvolti – debitore, Organismo di Composizione della Crisi (OCC), creditori e Tribunale – sia nella fase di apertura della procedura, sia nella successiva fase di omologazione, soffermandosi altresì sulle problematiche applicative emerse nella prassi.
Ampio spazio è riservato alle modifiche normative intervenute nel tempo, anche a seguito dei decreti correttivi del Codice della crisi e in attuazione della c.d. Direttiva Insolvency, con un richiamo ai principali orientamenti giurisprudenziali che si sono formati in materia.
Il lavoro si caratterizza inoltre per il suo taglio pratico-operativo, grazie a:
- una dettagliata analisi della documentazione che il debitore è tenuto ad allegare alla proposta;
- modelli di proposta e di piano di concordato minore in continuità, con specifiche osservazioni per l’imprenditore agricolo e per il professionista;
- modelli di concordato minore liquidatorio.
Il documento si inserisce in un contesto normativo e giurisprudenziale ancora in evoluzione, caratterizzato da interpretazioni non sempre univoche, e guarda anche alle prospettive future legate al recepimento della Direttiva (UE) 2026/779 del 30 marzo 2026, che dovrà essere attuata dagli Stati membri entro il 22 gennaio 2029.
