La Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti ha pubblicato il documento di ricerca “La consulenza tecnica e la perizia nel contenzioso civile e penale in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché di modelli organizzativi”.
Il lavoro affronta, con taglio operativo e comparativo, i profili comuni e le criticità ricorrenti della consulenza tecnica in sede civile e penale quando l’oggetto dell’accertamento riguarda la valutazione degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, nonché dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo di cui al d.lgs. n. 231/2001.
L’analisi si concentra, in particolare, sul ruolo del consulente tecnico d’ufficio, del consulente tecnico di parte, del perito e dei consulenti dell’accusa e della difesa, evidenziando la necessità di un approccio metodologico rigoroso, fondato su criteri verificabili, documentazione tracciabile e parametri tecnici coerenti con il quadro normativo di riferimento.
Il documento richiama l’attenzione su alcuni profili centrali: la valutazione ex ante e proporzionata degli assetti e dei modelli organizzativi; la qualità della prova documentale; la tracciabilità delle fonti; la necessità di tradurre strumenti aziendalistici, quali piani, budget, reporting, cash flow, presìdi di controllo e sistemi di risk management, in quesiti giudiziari concretamente verificabili.
Particolare rilievo viene attribuito anche ai rischi connessi, da un lato, al mero formalismo degli assetti e dei modelli “di carta” e, dall’altro, a valutazioni tecniche eccessivamente discrezionali, non adeguatamente ancorate a parametri normativi, standard riconosciuti e prassi professionali.
Nella prospettiva di fornire indicazioni utili ai professionisti, il documento propone raccomandazioni operative per rendere più robusto l’approccio tecnico-giudiziario. Tra queste assumono rilievo la standardizzazione minima dei quesiti, l’adozione esplicita di criteri di adeguatezza ricavabili dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, con particolare riferimento agli output informativi dell’art. 3 CCII, il raccordo con la disciplina civilistica e l’utilizzo di check-list e prassi tecniche.
L’appendice contiene, infine, check-list di coordinamento tra i diversi ambiti di attività del CTU e del perito, con l’obiettivo di agevolare la comprensione dei sistemi di compliance integrata e di supportare una valutazione tecnica più ordinata, documentata e coerente.
Il documento rappresenta uno strumento di particolare interesse per i professionisti impegnati in incarichi giudiziari, consulenze tecniche, perizie, attività di compliance, crisi d’impresa e responsabilità amministrativa degli enti.
