Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Il budget di tesoreria: principali funzioni e aspetti operativi”, elaborato dalla Commissione di studio “Finanza Reporting”, nell’ambito dell’area di delega Finanza aziendale, affidata al Vicepresidente del Consiglio Nazionale Antonio Repaci. Il documento risulta pubblicato nella sezione Documenti di Studio del CNDCEC con data 19 maggio 2026.
L’approfondimento si inserisce in un percorso già avviato dal Consiglio Nazionale con il precedente documento dedicato alla gestione dei cash flow nella relazione con la banca e agli effetti del past due a 30 giorni. La linea metodologica comune è chiara: nella valutazione della tenuta finanziaria dell’impresa assume rilievo centrale non soltanto il risultato economico storico, ma soprattutto la capacità prospettica di generare, controllare e programmare flussi di cassa.
Il budget di tesoreria viene presentato come uno strumento essenziale di pianificazione e controllo finanziario. Non si tratta di un mero prospetto contabile, ma di un presidio operativo che consente all’impresa di monitorare entrate e uscite, anticipare possibili tensioni di liquidità, programmare il fabbisogno finanziario e assumere decisioni più consapevoli nei rapporti con banche, fornitori, clienti e stakeholder.
Il tema assume particolare rilievo anche alla luce degli obblighi in materia di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili. Il documento richiama infatti la necessità di una visione forward looking della gestione aziendale, coerente con l’art. 2086, comma 2, c.c. e con l’impostazione del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che valorizza la tempestiva rilevazione degli squilibri e la capacità dell’imprenditore di attivarsi senza indugio.
La gestione della liquidità prospettica è oggi un elemento decisivo anche nel rapporto banca-impresa. Il sistema creditizio attribuisce crescente importanza alla capacità dell’impresa di dimostrare, con dati attendibili e aggiornati, la sostenibilità dei propri flussi finanziari. In questa prospettiva, il budget di tesoreria diventa uno strumento utile non solo per la gestione interna, ma anche per il dialogo con gli intermediari finanziari e per la valutazione del merito creditizio.
Il documento affronta inoltre i profili operativi connessi alla raccolta e alla gestione dei dati, alla previsione delle entrate e delle uscite, alla gestione degli imprevisti, all’utilizzo delle fonti finanziarie e alla programmazione dei fabbisogni. Particolare attenzione è riservata anche al collegamento tra budget di tesoreria, budget economico, budget patrimoniale e sistemi di controllo di gestione.
Per i Commercialisti, il tema presenta un valore professionale immediato. La predisposizione di strumenti previsionali attendibili consente di accompagnare le imprese in una gestione più ordinata e consapevole della finanza aziendale, rafforzando il ruolo del professionista nell’assistenza alla governance, nella prevenzione della crisi, nella pianificazione dei fabbisogni e nella costruzione di un rapporto più trasparente con il sistema bancario.
Il documento rappresenta quindi un contributo utile per le imprese e per i professionisti che le assistono, soprattutto in un contesto economico caratterizzato da volatilità, maggiore selettività nell’accesso al credito e crescente centralità della programmazione finanziaria. Il budget di tesoreria si conferma, in questa prospettiva, uno strumento di lavoro indispensabile per trasformare la gestione della liquidità da attività meramente reattiva a processo strutturato di governo dell’impresa.
Il documento è disponibile cliccando QUI.
