La riforma dell’ordinamento dei dottori commercialisti e degli esperti contabili compie un importante passo avanti.
La Commissione Giustizia della Camera ha completato l’esame delle proposte emendative al disegno di legge delega A.C. 2628, introducendo modifiche rilevanti in materia di attività professionali, compensi, specializzazioni, incompatibilità, governance e disciplina elettorale.
L’iter parlamentare non è tuttavia ancora concluso. Il provvedimento risulta tuttora in corso di esame in sede referente presso la Commissione Giustizia e dovrà essere definitivamente licenziato dalla Commissione prima dell’esame dell’Assemblea della Camera e del successivo passaggio al Senato.
L’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche della professione
Tra le modifiche di maggiore rilievo figura l’inclusione dell’ambito giuslavoristico tra i settori che connotano tipicamente la professione di dottore commercialista e di esperto contabile, accanto agli ambiti tributario, economico-aziendale, finanziario, societario e della crisi d’impresa.
Il riconoscimento non introduce automaticamente nuove attività riservate né modifica le competenze attribuite dalla legislazione vigente ad altre professioni. Esso assume, tuttavia, un’importante funzione ordinamentale, poiché riconduce espressamente all’identità professionale dei commercialisti un settore nel quale numerosi iscritti operano da tempo, assistendo imprese e lavoratori nelle materie del lavoro, della previdenza e dell’assistenza sociale.
La modifica contribuisce quindi a ridurre la distanza tra il dato normativo e l’attività concretamente svolta negli studi professionali, valorizzando competenze consolidate e multidisciplinari, nel rispetto delle riserve previste dalla legge.
Compensi professionali: libertà di pattuizione e proporzionalità
Un ulteriore intervento riguarda la determinazione del compenso professionale.
Fermo restando quanto previsto dalla legge 21 aprile 2023, n. 49, in materia di equo compenso, la pattuizione dell’onorario tra professionista e cliente rimane libera, ma dovrà essere comunque proporzionata:
- alla quantità e alla qualità del lavoro svolto;
- al contenuto specifico della prestazione;
- alle caratteristiche dei servizi professionali resi.
È previsto, inoltre, l’aggiornamento dei parametri per la determinazione dei compensi mediante decreto del Ministro della giustizia, su proposta del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, anche con riferimento alle prestazioni rese in forma associata o societaria.
La modifica rafforza il principio secondo cui il compenso deve essere coerente con la complessità, la responsabilità e la qualità della prestazione. Non determina, invece, un’estensione generalizzata della disciplina dell’equo compenso a ogni rapporto professionale, restando invariato l’ambito applicativo della legge n. 49 del 2023.
Specializzazioni senza frammentazione dell’Albo
La Commissione è intervenuta anche sulla disciplina delle specializzazioni professionali.
La futura normativa dovrà valorizzare le competenze specialistiche degli iscritti, evitando, tuttavia, la proliferazione di sotto-albi o di elenchi professionali autonomi e assicurando una chiara definizione delle funzioni riferibili alle diverse figure specialistiche.
L’obiettivo è rendere riconoscibili le competenze maturate nei diversi settori senza compromettere l’unità dell’Albo e l’identità complessiva della professione.
La specializzazione dovrà, quindi, rappresentare uno strumento di qualificazione e valorizzazione professionale, non un fattore di frammentazione della categoria.
Revisione della disciplina delle incompatibilità
Tra i criteri di delega approvati figura anche la revisione della disciplina delle incompatibilità.
L’intervento dovrà superare sistemi fondati su incompatibilità automatiche e prevedere forme di controllo successivo sulla legittimità delle situazioni concretamente esistenti, nel rispetto dei limiti e delle facoltà derivanti dalla normativa dell’Unione europea.
La disciplina di dettaglio sarà rimessa ai decreti legislativi attuativi, che dovranno contemperare l’evoluzione delle attività economiche e delle forme organizzative con la necessità di garantire l’indipendenza, l’imparzialità e il corretto esercizio della professione.
Governance e cause di decadenza
È stata riformulata anche la delega relativa alle cause di decadenza dalla carica di componente del Consiglio Nazionale e dei Consigli degli Ordini territoriali.
Dovranno costituire cause di decadenza, in particolare, l’assunzione:
- di cariche di Governo a livello nazionale;
- della carica di Presidente di Regione o di Provincia autonoma;
- della carica di Presidente di una Provincia con più di un milione di abitanti;
- della carica di Sindaco di un Comune con più di 500.000 abitanti.
La previsione è diretta a rendere più chiara la separazione tra le funzioni di rappresentanza ordinistica e l’esercizio di incarichi politico-istituzionali di particolare rilievo.
Disciplina elettorale e regime transitorio
Per quanto riguarda le procedure elettorali, il testo stabilisce che saranno i decreti legislativi attuativi a definire i tempi di applicazione delle nuove disposizioni.
La soluzione consente di coordinare le future regole con la durata degli organi in carica e con le esigenze organizzative del sistema ordinistico, evitando che l’approvazione della riforma determini incertezze o automatismi nella fase transitoria.
Un ordinamento più aderente alla realtà della professione
Le modifiche approvate delineano un ordinamento maggiormente orientato a riconoscere la natura multidisciplinare della professione, valorizzando le competenze concretamente esercitate dagli iscritti e rafforzando i principi di qualità delle prestazioni, proporzionalità del compenso, qualificazione specialistica e trasparenza istituzionale.
Il risultato finora conseguito è anche il frutto dell’intensa attività di proposta, interlocuzione e rappresentanza istituzionale svolta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, guidato dal Presidente Elbano de Nuccio, al quale l’ODCEC di Tivoli esprime il proprio convinto apprezzamento per il lavoro condotto con continuità e determinazione nell’interesse della categoria.
Il riconoscimento dell’ambito giuslavoristico tra le attività tipiche della professione, la valorizzazione delle competenze specialistiche senza frammentazione dell’Albo, la revisione della disciplina dei compensi e l’ammodernamento delle regole ordinamentali rappresentano obiettivi di particolare rilevanza per il futuro della professione.
Al Consiglio Nazionale va, pertanto, anche l’incoraggiamento a proseguire con la medesima determinazione nel confronto con il Parlamento e con il Governo, affinché il percorso di riforma possa giungere alla definitiva approvazione e, successivamente, tradursi in decreti attuativi chiari, equilibrati e realmente rispondenti alle esigenze degli iscritti, degli studi professionali, delle imprese e del sistema economico.
Si tratta, infatti, di un passaggio significativo, ma non ancora definitivo. Il disegno di legge delega dovrà completare il proprio iter presso la Camera e il Senato. Soltanto dopo l’approvazione definitiva della legge delega potranno essere adottati i decreti legislativi destinati a modificare concretamente il vigente d.lgs. 28 giugno 2005, n. 139. Fino a quel momento, le disposizioni esaminate non producono effetti immediati sull’ordinamento professionale.
L’ODCEC di Tivoli continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione dell’iter parlamentare e a informare tempestivamente gli iscritti sulle successive fasi della riforma.
- Testo X AULA AC2628 EM. APPROVATI IN COMM.GIUSTIZIA
- Emendamenti approvati AC2628 Delega al Governo Riforma Commercialisti
- Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile



