Meno iscritti, ma una professione economicamente più solida. È la fotografia del Rapporto 2026 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, giunto alla diciannovesima edizione e curato dalla Fondazione Nazionale di Ricerca dei Commercialisti, con i dati dei 132 Ordini territoriali e i redditi dichiarati alle casse di previdenza nel 2025, relativi all’anno d’imposta 2024.
A fine 2025 gli iscritti all’Albo erano 119.050, 902 in meno rispetto all’anno precedente (-0,8%), con 1.494 nuove iscrizioni contro le 1.958 del 2024. Il calo è più forte al Sud (-1,3%) e al Centro (-1%) che al Nord (-0,2%). Crescono invece le società tra professionisti, salite a 2.142 (+9,3%), e i praticanti, 11.507 con 468 unità in più. Il reddito professionale medio raggiunge 87.376 euro (+8,3%) e il mediano 48.420 euro (+5,5%); rispetto al 2008 il reddito medio è cresciuto del 46% in termini nominali e del 4,5% al netto dell’inflazione.
L’Ordine di Tivoli
Il primo dato è la tenuta. A fine 2025 gli iscritti sono 457, quattro in meno rispetto al 2024 (-0,9%), ma in cinque anni il numero è rimasto sostanzialmente stabile, da 454 a 457, mentre l’Ordine di Roma è passato da 10.381 a 9.513 iscritti. Dei 457 Colleghi, 423 sono iscritti nella sezione A, 13 nella sezione B e 21 nell’elenco speciale; i praticanti sono 23, due in più dell’anno precedente, ed è attiva una società tra professionisti. Le Colleghe sono il 39,3% degli iscritti, contro il 34% nazionale.
Il dato più significativo riguarda il territorio. I 75 Comuni della circoscrizione contano oltre 511.000 abitanti e 42.826 imprese attive, di cui 14.621 società di capitali: per ogni iscritto all’Albo vi sono circa 94 imprese attive e 30 società di capitali, quasi il doppio della media nazionale (49 imprese e 14 società di capitali per iscritto). Un tessuto produttivo ampio, che nel 2024 ha visto crescere gli addetti delle società di capitali del 3,2% e il loro valore aggiunto del 14,6%, e che rappresenta una domanda di consulenza ancora largamente da servire.
Anche i redditi crescono più della media: il reddito professionale medio degli iscritti è di 49.239 euro, in aumento del 9,7% contro l’8,3% nazionale, e il mediano di 35.997 euro (+7,9%). I livelli restano però inferiori a quelli nazionali, pari al 56% del reddito medio e al 74% del mediano, e il divario tra uomini e donne è ampio: 58.437 euro di reddito medio per i Colleghi, 35.184 per le Colleghe.
Gli Ordini del Lazio a confronto
Il Lazio conta 13.620 iscritti, in calo dell’1,2%, e un reddito medio di 87.780 euro (+10,9%). Il dato regionale è però dominato da Roma, che con 9.513 iscritti rappresenta il 70% della regione e registra un reddito medio di 102.489 euro (+12,5%), mentre negli altri otto Ordini i redditi medi si collocano tra i 48.000 e i 58.000 euro: Latina 58.111, Civitavecchia 56.837, Velletri 56.794, Viterbo 55.774, Frosinone 53.522, Rieti 51.242, Tivoli 49.239 e Cassino 48.001 euro. Anche il reddito mediano, che misura meglio la condizione del Collega tipo, segna una distanza: 48.500 euro a Roma, tra 31.700 e 40.900 euro negli altri Ordini.
Nel 2025 tutti gli Ordini laziali hanno perso iscritti, in misura più contenuta a Frosinone (-0,6%), Cassino (-0,7%), Tivoli e Velletri (-0,9%), più marcata a Civitavecchia (-1,6%) e Rieti (-2,2%). Sull’arco di cinque anni, invece, soltanto Viterbo e Tivoli presentano un numero di iscritti superiore a quello di partenza, mentre Roma perde l’8,4%. Sul piano dei redditi, dopo Roma la crescita più forte del reddito medio si registra a Frosinone (+10,8%) e a Tivoli (+9,7%), mentre a Rieti, Civitavecchia e Viterbo l’aumento è stato minimo o nullo.
Due tratti distinguono il nostro Ordine nel panorama regionale: la più alta presenza femminile del Lazio, con il 39,3% di iscritte contro valori compresi tra il 31,5% di Roma e il 36,8% di Velletri, e uno dei rapporti più alti tra imprese e professionisti, superato soltanto da Civitavecchia e Rieti.
«I numeri ci dicono due cose: che il nostro territorio ha bisogno di commercialisti preparati e che i nostri Colleghi sanno crescere anche in un contesto difficile», commenta il Presidente dell’Ordine, dott. Enrico Crisci. «Il nostro compito è accompagnarli con una formazione vicina e concreta. Dall’inizio dell’anno abbiamo promosso oltre venti eventi formativi, molti dei quali nei Comuni della circoscrizione: dal lavoro alla fiscalità, dagli enti locali al Terzo settore, dalle esecuzioni immobiliari all’intelligenza artificiale, alla quale abbiamo dedicato un corso di dieci giornate con l’Ordine di Velletri. Entro la fine dell’anno si aggiungeranno il percorso per i revisori degli enti locali, nuovi incontri sul Terzo settore e sul bilancio di liquidazione, il corso di aggiornamento per i delegati alle vendite e un corso di revisione legale: oltre cento crediti formativi offerti agli Iscritti nel 2026. Commissioni e Rappresentanze territoriali rinnovate ci aiuteranno ad ascoltare meglio le esigenze dei Colleghi, con un’attenzione particolare ai giovani e alle Colleghe, che sono la vera forza del nostro Ordine.»
Il Rapporto è disponibile sul sito della Fondazione in versione integrale, con le schede di tutti gli Ordini, in versione sintetica e in una raccolta di slide.
